Il futuro, dunque, sembra essere già arrivato. E sembra essere a tinte molto fosche per il mondo del lavoro.
Nessuno vuole frenare o fermare il progresso. L’intelligenza artificiale è, sicuramente, il futuro. Ma quando il suo sviluppo porta alla potenziale perdita di moltissimi posti di lavoro, sicuramente questa non è una buona notizia. Ecco come si sta comportando uno dei colossi mondiali.
I tempi che viviamo non sono di certo i migliori sotto il profilo economico. E, inevitabilmente, nemmeno sotto il profilo lavorativo. Vi sono zone del nostro Paese in cui i tassi di disoccupazione sono altissimi. E, ovviamente, scelte di questo tipo non possono che peggiorare ulteriormente la situazione.
D’altro canto, gli esperti avevano messo in guardia. L’intelligenza artificiale potrebbe prendere il posto e rimpiazzare il lavoro di migliaia e migliaia di lavoratori. E quando si dice lavoratori – non è retorica – si parla di persone vere, che con quegli stipendi (spesso non altissimi) mandano avanti delle famiglie.
Del resto, non c’è da sorprendersi. La vita è fatta di corsi e ricorsi storici, come scriveva Giambattista Vico. E una situazione del genere si creò anche con la nascita delle macchine delle catene di montaggio.
Sono circa 8.000 i posti di lavoro a rischio, per essere precisi. E a prendere una decisione del genere è una delle aziende più importanti al mondo: IBM. Azienda statunitense dalla storia ultracentennale che è specializzata nella produzione di hardware, software e computer e che nel 2022 ha realizzato un fatturato di oltre 60 miliardi di dollari, con un utile di oltre 8 miliardi.
Per bocca del suo CEO, Arvid Krishna, IMB ha annunciato che presto potrebbe tagliare le assunzioni per lavori in back office che potrebbero essere sostituiti dall’intelligenza artificiale. In cinque anni, forse meno, tutte i posti di lavoro per postazioni non a contatto con il pubblico potrebbero essere sostituiti dall’intelligenza artificiale. Krishna ha parlato del 30% della forza lavoro di IBM. E sapendo che nel colosso statunitense con queste mansioni sono impiegate circa 26mila persone, il calcolo è presto fatto. Stiamo parlando di quasi 8.000 posti di lavoro, 7.800 per l’esattezza.
Un annuncio che, evidentemente, a gettato un po’ tutti nel panico. E a poche sono valse le successive rassicurazioni, che hanno parlato di una compensazione con altri tipi di assunzioni. Il futuro, insomma, sembra essere già arrivato. E sembra essere a tinte molto fosche per il mondo del lavoro.
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