I Maneskin nella bufera: dopo il successo mondiale, ora i fan sono in rivolta e difendono la band dalle pesanti critiche
Da poco è uscito online il video del brano I wanna be your slave: un pezzo provocatorio che cerca di scardinare le regole imposte culturalmente sul modo di concepire la sessualità; qualcosa di ben lontano dal panorama comune della musica italiana.
I Maneskin continuano a rivoluzionare giorno per giorno il concetto italiano del rock, scardinando quell’associazione antica tra musica italiana e cantautorato in acustico.
Ma nonostante Beggin si trovi nella Top 10 di iTunes USA ed è prima nella Global Chart di Spotify, da oltre oceano sono arrivate in queste ore critiche pesanti contro la band italiana e il suo leader e cantante Damiano. Vediamo nello specifico cosa sta succedendo.
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I Maneskin sott’accusa, polemiche e critiche per il nuovo rock

Il New York Times ha lodato la band italiana, augurandole di conquistare il mondo, ma dall’altra parte sono in tanti a non pensarla allo stesso modo. A dar voce alle critiche è stato il noto Chris Deville.
Il critico ha stroncato totalmente la voce di Damiano, reputandola insopportabile. “Il timbro del cantante sembra che faccia spelling della parola rock con: r-a-w-k ed il loro sound è vecchio ed obsoleto“, ha dichiarato senza peli sulla lingua.
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“Altro che vittoria per il rock: quella cover è atroce (si riferisce a Beggin), non pretendo nemmeno di comprendere i gusti della gente di quel continente, non è così sorprendente che una band del genere abbia avuto successo in Europa“ ha continuato il critico.
“Se questa roba deve prendere piede qui, a questo punto meglio che il rock sia morto” ha concluso Deville. Parole sprezzanti che non sono affatto piaciute ai fan che si sono rivoltati sui social, difendendo il timbro del cantante e il sound della band. Intanto i Maneskin, noncuranti delle critiche, proseguono la loro cavalcata trionfale.